Regolamento

Art. 1 Oggetto.

Dato il ruolo che  Regione Lombardia attribuisce allo strumento di governance del Distretto e quanto previsto dal Testo Unico del Commercio, il presente regolamento si prefigge di  organizzare al meglio le attività di gestione del Distretto “ Il commercio in Valmalenco: tradizioni tra presente e futuro e del relativo Programma.

Il Distretto del Commercio intende esprimere la capacità della società locale di costruire momenti di cooperazione per lo sviluppo tra i diversi soggetti: istituzioni, associazioni, imprese, consumatori, lavoratori, sindacati. La competizione del distretto si sviluppa solo se gli attori locali prendono coscienza delle proprie capacità di proporsi alle nuove esigenze del mercato innovando le proposte e i comportamenti.

Essi devono conoscere le proprie risorse e portarle all’attenzione dei consumatori, creare una rete in grado di valorizzarne a livello economico e istituzionale, all’interno di un processo globale.

Il presente Regolamento è approvato da tutti i Consigli Comunali dei Comuni sottoscrittori dell’Accordo di Distretto, relativo al progetto strategico Distretto del Commercio per la competitività e l’innovazione del sistema distributivo nelle aree urbane della Lombardia

Art. 2 – Finalità

Il presente regolamento è finalizzato a garantire l’operatività del Distretto attraverso l’individuazione e la disciplina di organismi rappresentativi di tutti i sottoscrittori dell’Accordo di Distretto, dotati di autonomia, funzionali alla gestione degli interventi progettati e nel contempo flessibili ed agili.

Art. 3 – Funzioni di programmazione e gestione

La programmazione e gestione del Distretto compete agli organismi individuati dal presente regolamento.

Gli organismi individuati dal presente regolamento si pongono, altresì, come elementi centripeti, aggreganti per pianificazioni d’area complementari, quali il turismo, l’artigianato,  l’agricoltura, la rete delle infrastrutture ed i servizi, potendo diventare strumento funzionale a più ambiti e settori.

Art. 4 Organi

Sono organi del Distretto

  1. Assemblea generale dei Partner.
  2. Cabina di regia.

Art. 5 – Obiettivi degli organi

Gli obiettivi degli organi del Distretto sono:

  • conferire immediata visibilità alle attività del Distretto ed agli obiettivi del medesimo in termini di  risposta alle esigenze del territorio, facilitando la partecipazione e l’apporto di nuove risorse;
  • promuovere lo sviluppo consapevole e partecipato, la capacità di dialogo, la  concertazione funzionale alla costruzione di livelli crescenti di decisioni, scelte, azioni;
  • costruire un percorso di sviluppo integrando, in modo sostenibile,  obiettivi, funzioni e interessi delle diverse categorie rappresentate nel Distretto: istituzioni, associazioni, imprese, consumatori, lavoratori, sindacati.
  • costruire in modo partecipato il quadro coordinato degli interventi futuri, arrivando a disegnare, in modo non rigido e deterministico, la programmazione pluriennale nel comparto commerciale, ottimizzando le risorse, integrando le progettualità, definendo l’immagine coordinata del territorio;
  • definire uno spazio di conoscenze e competenze tecniche in grado di rispondere alle esigenze progettuali degli attori locali sia pubblici sia privati.

Art. 6 Assemblea

L’Assemblea è costituita da un rappresentante per ogni  soggetto Partner sottoscrittori  del Distretto.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Unione della Valmalenco o in sostituzione da un suo delegato e la sua durata coincide con la durata del Distretto

Art. 7  Funzionamento dell’Assemblea

L’Assemblea è convocata dal Presidente o su specifica richiesta di almeno tre Partner

L’avviso di convocazione, con l’indicazione degli argomenti da trattare, deve essere inviato ai componenti con qualsiasi mezzo idoneo ad assicurare la ricezione almeno cinque giorni prima del giorno fissato per la riunione.

Le riunioni dell’Assemblea non sono pubbliche, sono presiedute dal Presidente o da un suo delegato, ad esse può intervenire il Manager di Distretto senza diritto di voto e con funzione consultiva. Possono essere invitati altresì altri soggetti con funzione consultiva utile al conseguimento degli obiettivi del Distretto.

Le riunioni dell’Assemblea sono valide con la maggioranza assoluta in prima convocazione; mentre con un terzo dei componenti in seconda convocazione.

Le decisioni dell’Assemblea sono adottate a maggioranza dei presenti mediante voto palese. In caso di parità di voto prevale il voto del Presidente.

Le decisioni dell’Assemblea sono verbalizzate a cura del Manager di Distretto o altro soggetto all’uomo delegato

Art. 8 Compiti dell’Assemblea

E’ compito dell’Assemblea:

  1. Programmare le linee di indirizzo generale
  2. Adoperarsi per il raggiungimento degli obiettivi del Distretto, con verifiche periodiche;
  3. Approvare il Regolamento e/o apporvi eventuali modifiche;
  4. Approvare le procedure  di erogazione e rendicontazione per eventuali contributi erogati;
  5. Approvare il logo del Distretto su proposta della Cabina di regia;
  6. Approvare la scelta del Manager di Distretto su proposta della Cabina di regia;
  7. Approvare il resoconto annuale delle attività del Distretto e il monitoraggio redatto dalla Cabina di Regia;
  8. Valutare e approvare le variazioni che comportano una sostanziale mutazione della fisionomia e delle strategie del Distretto;.
  9. Valutare ed approvare eventuali richieste di nuove adesione/uscita/esclusione di soggetti Partner;

Art. 9 Cabina di regia.

La Cabina di regia è l’ambito permanente di consultazione e decisione in cui  discutere sui problemi specifici del commercio e sulle tematiche socio/economiche, e rappresentare in modo chiaro ed esaustivo le esigenze emerse. Si prevede che potrà avvalersi di consulenti tecnici del Distretto in grado di risolvere al meglio le problematiche sorte dando anche pareri sulla fattibilità o meno di alcuni progetti che si intende intraprendere. Il tutto rivolto alla creazione di sinergie tra i soggetti coinvolti e in una logica di rappresentanza.

Costituiscono di diritto la Cabina di regia

  • 1 rappresentante o suo delegato del Capofila Unione Comuni Valmalenco;
  • 1 rappresentante o suo delegato dell’ Unione dei Comuni di Torre e Spriana;
  • 1 rappresentante dell’ Unione del Commercio, del Turismo e dei Servizi della Provincia di Sondrio;
  • 1 rappresentante del Consorzio Turistico  Mandamento Sondrio;
  • 1 rappresentante dell’ Associazione Albergatori Valmalenco.

La Cabina di Regia  potrà invitare altri Partner, nonché avvalersi di consulenti tecnici, di volta in volta individuati nel rispetto della normativa vigente, che diano anche pareri sulla fattibilità o meno di alcuni progetti che si intende intraprendere. Il Manager di Distretto può partecipare alla Cabina di regia, senza diritto di voto.

Ogni rappresentante della cabina di regia può rappresentare soltanto una delega, oltre al proprio voto.

Art. 10 – Funzionamento della Cabina di regia

La Cabina di Regia viene presieduta dal Presidente dell’Unione della Valmalenco o da suo delegato tra i Comuni Partner. La carica di presidente ha durata di tre anni.

Può essere convocata dal Presidente oppure su richiesta motivata di:

  • almeno 1  Unione di Comuni;
  • una Associazione di Categoria;
  • almeno 3 Partner.

L’avviso di convocazione, con l’indicazione degli argomenti da trattare, deve essere inviato ai componenti con qualsiasi mezzo idoneo ad assicurare la ricezione almeno cinque giorni prima del giorno fissato per la riunione.

Le riunioni della Cabina di regia non sono pubbliche, sono presiedute dal Presidente e ad esse può intervenire il Manager di Distretto o suo delegato senza diritto di voto e con funzione consultiva.

Le riunioni della Cabina di regia sono valide con la presenza di almeno il 50%+1 dei componenti. Le decisioni della Cabina di regia sono adottate a maggioranza dei presenti mediante voto palese. In caso di parità di voto prevale il voto del presidente.

Le decisioni della Cabina di regia  sono verbalizzate a cura del Manager di Distretto o suo delegato.

 

I componenti restano in carica fino a revoca, nel caso di decadenza della carica, il soggetto che ha provveduto alla nomina dovrà designare un altro soggetto in sostituzione.

La Cabina di Regia deve individuare una segreteria tecnica (funzionario comunale) e un ufficio di riferimento, allocati presso il Comune Capofila.

Art. 11 Compiti  della Cabina di Regia

La Cabina di Regia avrà il compito di:

  • dare esecuzione alle linee generali di indirizzo individuate dall’Assemblea
  • supervisionare l’attuazione degli interventi di iniziativa pubblica e privata previsti nel Piano delle attività
  • analizzare i problemi specifici del commercio e le tematiche socio/economiche, relazionando all’Assemblea circa le esigenze emerse al fine di programmare le azioni relative;
  • programmare le attività di valorizzazione del Distretto identificando nuovi progetti e ulteriori opportunità di sviluppo
  • reperire risorse economiche e strumenti capaci di sostenere e sviluppare il Distretto in modo stabile nel tempo
  • definire la struttura organizzativa per la gestione del Distretto
  • nominare il Manager di Distretto, che sarà direttamente responsabile  delle attività della Cabina di Regia  e presenta la candidatura all’Assemblea
  • visionare e approvare variazioni presentate da  soggetto pubblico/privato, ammissibili,  che integrano o sostituiscono parte del progetto iniziale, senza modificarne l’obbiettivo e la  strategia.
  • Monitorare costantemente le aspettative dei consumatori, dei commercianti del distretto, e dei lavoratori operanti all’interno del medesimo
  • Gestisce l’uso del Marchio del Distretto.

Art. 12 Livello Tecnico-operativo  – Gruppi di lavoro

La Cabina di regia può creare dei gruppi di lavoro, con decisione unanime e per finalità omogenee a quelle del Distretto. I gruppi di lavoro si configurano come uno spazio di lavoro/confronto  modulato fra i diversi soggetti che operano a vario titolo nel commercio, nello sviluppo locale, nella tutela dei consumatori, dei lavoratori, nel volontariato, nel turismo, nella cultura, nei servizi, nell’agricoltura ecc al fine di creare un vero e proprio sistema di recepimento e di erogazione sul territorio e  attivare processi di osmosi tra i vari ambiti che concorrano gradualmente a coinvolgere tutto il territorio nelle logiche dello sviluppo.

Nell’organizzazione del gruppo di lavoro ogni Amministrazione/Associazione delega un proprio rappresentante, non necessariamente individuato tra le rappresentanze politiche, ma funzionale al tema trattato.

Il  Gruppo di lavoro viene  organizzato ad hoc, per eventi e progetti specifici, con funzioni operative, ed è funzionale solo alla organizzazione ed al buon esito del progetto medesimo per cui viene creato.

E’ nominato un responsabile del gruppo (tra coloro che fanno parte della Cabina di regia) con il compito di coordinare il lavoro e di definire le tempistiche.

Ai gruppi di lavoro possono partecipare anche altri soggetti interessati e con competenze sul tema (favorendo la compresenza laddove possibile di soggetti pubblici e privati), indicati dalla Cabina di regia.

Ciascun gruppo potrà utilizzare le modalità operative più idonee per lo svolgimento del suo lavoro purchè per ogni incontro si provveda a definire un ordine del giorno e a redigere un report sul lavoro svolto e sugli impegni presi

Il lavoro svolto dal gruppo dovrà produrre un documento finale delle azioni svolte e delle soluzioni da implementare che sarà oggetto di approvazione da parte della Cabina di regia

Art. 13 Forum della progettualità

Il Forum della progettualità si configura come  un terzo ambito  di lavoro con la presenza di tutti i progetti attivati sul territorio e dei relativi elementi decisori.

Questo tavolo deve essere attivato all’inizio del percorso operativo e successivamente ogni qual volta si modifichi la geografia delle progettazioni in atto sul territorio. Il Forum delle Progettualità consente di avere piena conoscenza di tutti i percorsi progettuali attivati sul territorio, delle relative finalità, delle risorse messe in campo sia sul piano finanziario che umano, delle reti di relazioni ed infine dei centri di decisione, e conseguente programmazione, che interagiscono su un medesimo territorio. Questo processo consente oltre che di creare meccanismi di sinergie funzionali estremamente importanti, di mettere in evidenza in modo esplicito le eventuali sovrapposizioni e quindi, nel momento in cui si eliminano le medesime, di liberare sul territorio risorse anche finanziarie importanti.

Art. 14 – Metodologie Gestione Finanziaria Distretto

Le metodologie di gestione  finanziaria del Distretto saranno messe a punto dall’Assemblea,  anche in considerazione di specifiche indicazioni di Regione Lombardia.

Art. 15 – Norma di rinvio

Per tutto quanto non espressamente previsto si fa rinvio alle norme vigenti che disciplinano le attività degli Enti Locali ed al Testo Unico del Commercio di Regione Lombardia.